giovedì 18 gennaio 2007

18.01.2007

Deluditi come ti pare. Hai un mondo a disposizione per fallire.

mercoledì 10 gennaio 2007

11.01.2007

Prendimi l'anima ma...ridammi la radio.
Appena ti prendo da sola, ti taglio la gola.
Da quando mi hai preso la radio non sono più quello...non dormo più, non mangio più, sono uno straccio.

lunedì 8 gennaio 2007

It's Me Against Everything.

La Vostra al suo nido nella sua Zweite Heimat. Home is where the heart is, cantava qualche anno fa una rockstar di ormai fama intergalattica, ma la Vostra nemmeno sa se un cuore ce l'ha ancora.
Nelle sue casse, purtroppo non alte come la Fernsenhturm, ma potenti abbastanza, c'è chi blatera che there's someone in my head but it's not me.
Probably. Probably è così. Ma partendo solito assunto che ci sono determinate cose che non possiamo cambiare, allora amen. She does not care.
La luce delle scale della casa di fronte alla sua ogni tanto si accende, mostrando schiene che salgono scalini. Mentre lei si chiedoe chi siano queste persone, dove vadano, chi debbano vedere, che pensieri abbiano. E si ferma a fissarli finchè tutto don't fade to black again.
La Vostra alle prese con una cucina in cui non vuole nemmeno entrare perchè sa cosa l'aspetta e non le piace, con la sua poca praticità che la porta a vivere in una casa semibuia perchè non sa che faretto comprare al posto di quello che le si è fulminato, la Vostra alle prese con un esame che non sa se riuscirà a preparare, ma la Divina Provvidenza della Pubblica Università Senese la aiuterà come al solito, la Vostra alle prese con un letto sempre sfatto, con una coperta che le lascia sempre i piedi all'aria, proprio come quella decantata nell'Attimo Fuggente, la Vostra shouting and nobody seems to hear, la Vostra a cui devono venire idee, ma che non trova nemmeno tempo per pensare, e quel è peggio, per leggere e scrivere ciò che maggiormente la aggrada, la Vostra alle prese con uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo, la Vostra che combatte contro l'insonnia e l'inappetenza.
La Vostra alle prese con se stessa.
Don't give in without a fight.

domenica 7 gennaio 2007

Die Zweite Heimat

La Vostra alle prese con l'ennesimo esame. Metodologia della critica cinematografica. In completo disaccordo con la didattica adottata dal professore, si trova a dover affrontare le venticinque ore e mezza de "Die Zweite Heimat". Pare che ai registi tedeschi piaccia fare film dalle 10 ore in su, come minimo...
Die Zweite Heimat dura 1532 minuti, è stato scritto da Reitz in sei anni, girato in 557 giorni.
La fugura centrale del film è Hermann. Il film, o meglio, i films, seguono Hermann e i suoi amici per un decennio fino al 1970, quando Hermann torna al suo paese natale.
Dice Reitz: il titolo non indica la prosecuzione di Heimat, bensì quel luogo che scegliamo da adulti e nel quale decidiamo di fermarci, e che chiamiamo la seconda patria...Siamo anti due volte, una volta dalle nostre madri e una volta per nostra libera scelta...il lavoro, le amicizie e la famiglia che ci formiamo sono le caratteristiche di questa patria d'elezione. Essa si fonda sulla nostra decisione. Ma l'amore, l'amicizia, il lavoro sono valori che si disgregano facilmente. Nella seconda patria si vive su un suolo incerto. La nostra tensione verso la libertà è irrinunciabile, ma pericolosa per ogni legame. La seconda patria è sempre una cosa provvisoria"
Nella seconda patria si diventa adulti, si segue l'orizzonte lontano, ci si consuma nell'incertezza dei rapporti con le persone vicine e si giunge forse alla conclusione che "L'Heimat è qualcosa che non si riuscirà mai a raggiungere perchè nel momento in cui si pensa di averlo ritorvato tutto viene messo in discussione: le domande non hanno mai fine" (Reitz).
Ci sono due dialoghi che hanno colpito la Vostra particolarmente. Hermann parla con la sua amata e afferma che "La quotidianità divora l'amore", mentre Clarissa ribatte con "Credo sia il contrario: l'amore divora la quotidianità".
L'altro dialogo è verso la fine del film, quando Hermann, parla con se stesso "Ricomincio da zero. I miei sogni sono diversi. Vorrei scoprli e imparare ad aspettarli". Hermann parla dei SUOI sogni. I PROPRI sogni sono importanti. Forse è l'unica cosa davvero nostra.
Non fidatevi dei sogni dell'altro, perchè se siete troppo coinvolti nel sogno dell'altro, siete fottuti (Deleuze).

La Vostra, in crisi di astinenza da nicotina, scompare nella sua Zweite Heimat.

sabato 6 gennaio 2007

Le cose da amare

La famiglia, le sorelle e i fratelli, i nonni, la vita, vivere in un paese in pace, la Norvegia, la musica, le persone a cui vuoi bene, l’infanzia, l’infanzia felice, Alberto Camerini, “La voce del padrone”, la vita da universitaria, vivere da sola, i centri sociali, la droga e l’alcool, gli occhi di Eddie Vedder, la voce di Eddie Vedder, Eddie Vedder, i Pearl Jam, i libri, i libri in lingua originale, dormire, la colazione, le reggae dance-hall, le mie amiche, i sabati con le mie amiche, le amiche che danno dei gran consigli, la Carissima, che anche se non la senti per dei mesi lei sa cosa tu sia per lei, gli animali, i gatti, i pesci rossi, il mare, il mare d’inverno, i fiordi, mangiare in riva al fiordo mentre il sole sta tramontando, tu guardi l’orologio e ti accorgi che sono quasi le 11 di sera, suonare, la mia telecaster, la mia collezione di libri, i vinili, i kanel bollar, il latte norvegese, Bergen, le persone sorridenti, le persone che si ricordano sempre di tutto (ma come fanno?), le persone che si vestono colorate, la due cavalli, le persone che continuano ad avere la stessa opinione di te anche dopo che ne hai combinate di tutti i colori, le persone che ti stanno sempre vicino no matter what, i colori, la pace, la macchina fotografica, le lettere, le lettere di Lorenzo, le poesie scritte con la Carlotta, viaggiare, conoscere cose nuove, parlare tante lingue diverse, camminare a piedi nudi, la sabbia, il sorriso di Sven, Sven, la Norvegia, i quadri di Munch, Sepulveda, la voglia di fare, la voglia di non arrendersi mai, il deserto, le fotografie, i ricordi, il silenzio, casa tua, la tua camera, camminare senza avere fretta, dedicarsi un pochino di tempo, stare sdraiata sul letto senza far niente, cantare, piangere di felicità, amare, essere felici, vedere le persone che ami felici, leggere, la pace interiore, ricevere lettere quando meno te l’aspetti, le lettere, le foto in cui sei bellissima, spaccare qualcosa quando hai dentro troppa rabbia, i bambini, mia sorella, le Buttu, la mia agenda, la mia maglietta verde, le persone che sorridono sempre, le persone che ti fanno ridere mentre stai piangendo, i fine settimana passati a dormire dopo una settimana da panico, le sorprese, cucinare per i tuoi amici, inventarsi cose nuove, viaggiare con la fantasia, la fantasia, i disegni dei bambini, l’estate, le emozioni che ti danno certe canzoni, certe canzoni, la forza di ricominciare, i periodi di merda perché ti fanno sembrare tutto quello che viene dopo una buffonata, i concerti, dormire avvinghiata alla persona che ami, la persona che ami, dormire il pomeriggio, le scarpe da ginnastica, le All Star, Seattle, le cene in casa con gli amici, il cinema, finire un libro che ti piace in un solo pomeriggio, dire ciò che ti passa per la testa, la sincerità, la bellezza delle cose semplici, le cose semplici, i cappelli, i miei jeans rotti, andare in bicicletta cantando a squarciagola, i cappelli, i nonni, stare nel letto a non fare un cazzo, stare lì e basta, fare regali, ricevere regali, passare gli esami, lo “Schiaccianoci”, “Pierino e il lupo”, la Sinfonia n9 del caro Ludovico Van, gli autori emergenti, Irvine Welsh, il cibo etnico, il cibo quando hai fame, Milano la mattina presto quando in giro non c’è anima viva, la pizza, l’insalata di pollo, fare un lavoro che ti piace, scrivere, baciare qualcuno a cui vuoi troppo bene, la spiaggetta a Laglio dove George Clooney ha comprato casa e noi andiamo a farci le canne, le massime, fare la valigia per un viaggio che sogni da tempo, “Singles”, “Ettore lo fusto”, “The Blues Brothers”, vedere mio fratello crescere, le stelle, i libri, la voce di Simo, la notte, fare il bagno nel fiordo, dormire, la libertà, i miei diari, le mie fotografie, quelli che cercano di cambiare il mondo e ci credono per davvero, i tatuaggi, i piercing, le sorprese, la primavera, quando tutto è in fiore e tu sei innamorata di qualsiasi cosa vedi, semplicemente perché è primavera ed ogni cosa ti fa diventare scema, l’imperfezione, le fragole, le albicocche, l’essere utili agli altri, il vino, le scarpe da ginnastica, i colori forti, alcune canzoni, “La libertà che guida il popolo”, “La zattera della medusa”, “Il bacio”, tutti i quadri di Munch e tanti altri, i second-hand market, “è troppo tempo amore che noi giochiamo a scacchi mi dicono che stai vincendo e ridono da matti, ma io non lo sapevo che era una partita posso dartela vinta e tenermi la mia vita”, l’alba, casa propria, tornare a casa dopo tanto che non ci si è stati, essere innamorati, ridere, le coccole, farsi le coccole per delle giornate intere, le vacanze, le penne stilografiche, l’inglese, Harry Potter, le canne, il volontariato, Intercultura, risentire una canzone o un disco che adoravi ma che avevi completamente dimenticato e sorridere pensando a quanto sia ancora bello, anzi, a quanto lo sia ancora di più, i baci, ridere, ridere con la persona che ami, non pensare, pensare troppo, le idee, le liste, stare due ore dentro la vasca da bagno + acqua bollente + candele + spinello, il vino rosso, ripetere tante volte le cose che ci piacciono, le diverse prospettive, i diversi punti di vista, i sogni, i sogni che hai realizzato, quelli che realizzi a piccoli passi giorno per giorno e quelli che sei sicuro che realizzerai, i sogni che rimarranno solo tali e lo stesso saranno bellissimi perché i sogni sono l’essenza della nostra vita, o se non altro della mia, studiare, passare pomeriggi interi a parlare di musica e di arte con mio cugino, mio cugino, il fatto che non finirò mai la “Lista delle cose da amare”, il caffè, ricordare, berre ein som risikerer er fri, Marcos, l’EZLN, il caffè rebelde zapatista, il mare, svegliarti il mattino e vedere il mare davanti a te invece che un altro, anzi altri due, condomini, l’essere trash, le foto in bianco e nero, il ghiaccio, il vodka lemon, New York, lo Strand Book Store, il mio laptop, “se stai per fare qualcosa di sbagliato almeno divertiti”, la casa al mare della Sissa, gli anelli, gli occhiali da sole, i Coldplay, mia sorella, i soprannomi, Dave Gahan, i tatuaggi di Dave Gahan, il cielo d’Irlanda, la mia biblioteca, Teo, le fotografie, i sogni, i sogni che faccio con mia sorella, mia sorella (non mi stancherò mai di dirlo), fare l’amore con la persona che ami, la persona che ami, le scommesse, soprattutto quelle che vinci, il giorno in cui annunciano il tour europeo dei Pearl Jam, “io cerco boschi per me, e vallate col sole più caldo di te”, Frank Sinatra, “New York, New York”, laurearsi, John Frusciante solo, le canzoni menose, Eddie Vedder, Eddie Vedder, Eddie Vedder, sapere di avere i biglietti per due delle cinque date italiane dei Pearl Jam, i tatuaggi, Arturo Brachetti, il Big Day, le braccia completamente tatuate, gli uomini con le braccia completamente tatuate, gli uomini tatuati, Berlino, la !K7, l’angelo alla fine della Unter der Linden, la Porta di Brandeburgo, gli artisti della !K7, fare un lavoro che ti piace, la voce di Federico, vivere da soli, la mia casa di Berlino, la musica della !K7, “Walk a mile in my shoes”, Kruder&Dorfmeister,vedere i Pearl Jam dal vivo, trovarsi ad un paio di metri da Eddie Vedder, la risata di una certa persona, gli occhi di certa persona, una giornata in cui tutto ti fila proprio come vorresti, anzi, di più, l'Ipod.....continua